Cerchio Sciamanico con Didjeridoo

L’esperienza sonora con il Didgeridoo ha come obiettivo quello di portare i partecipanti a vivere le vibrazioni sonore del didgeridoo – ancestrale strumento musicale di guarigione australiano in grado di produrre vibrazioni uniche – e di condivisione del silenzio in uno spazio dove spontaneamente emerge ciò che è nascosto nell’anima e nel corpo. Quello che avviene è una profonda connessione con sé stessi, con gli altri e una pulizia eterica che può portare a profonde guarigioni d’anima.

Marco Ferrante utilizza più Didgeridoo nei suoi incontri vibrazionali.
Grazie all’utilizzo di sonorità, ritmi e velocità differenti tocca nel profondo l’animo di ciascuno, crea delle potenti forze di guarigione e trasformazione, stimola, nei partecipanti al “cerchio”, il riallineamento energetico del corpo fisico, mentale e spirituale.

Il Didgeridoo è uno strumento musicale ancestrale, scoperto in natura, in grado di produrre vibrazioni dalle proprietà uniche, grazie all’onda scalare che è in grado di “pulire”, etericamente, i nostri corpi aurici.

I diversi livelli di percezione coinvolgono corpo e mente: il corpo avverte il calore dell’aria, l’odore del legno, la vibrazione che lo accarezza in modo sottile; i muscoli e gli organi interni, in generale tendono a rilassarsi, ricercando il loro naturale equilibrio.
La mente si acquieta, la ripetitività del ritmo portato avanti per decine di minuti favorisce una sorta di “vuoto mentale” che aiuta nella pratica della meditazione.

L’utilizzo del Didgeridoo nasce tra gli aborigeni dell’Australia settentrionale; questo strumento, grazie anche alla sua naturalità e semplicità, (ricavato dal tronco cavo di un albero scavato dalle termiti), insieme alle sue peculiarità di guarigione e meditative, è giunto fino a noi così com’era ai suoi primordi, databili probabilmente tra i 2 mila ed i 15 mila anni fa.
Didgeridoo è una parola di origine onomatopeica. Può essere in legno di eucalipto o in bambù.

Questo strumento in Australia viene indicato con almeno cinquanta nomi diversi, a seconda delle etnie che popolano il paese come yidaki e mago, rispettivamente della Terra di Arnhem nordorientale e occidentale, djalupu, djubini, ganbag, gamalag, maluk, yirago, yiraki.

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