NIKO MARINELLI

Niko Marinelli, nasce al centro di Roma, ma vive la sua vita in aperta campagna. Sperimenta la dolcezza della pittura del corpo sin da piccolo sui suoi amici.

Per diversi anni cerca sempre nuove forme di meditazione che lo aiutassero a ritrovare la strada del divino che è in ognuno di noi, trovando illuminazione a volte nella meditazione profonda, altre nell’immersione nella natura selvaggia sfidandone l’oscurità e la gravità.

In uno dei viaggi in Asia, durante 2 giorni di navigazione sul fiume Mekong per raggiungere Luang Prabang, ha avuto la possibilità di fondere pittura e meditazione, in una perfomance creativa che si è evoluta grazie all’energia del Luogo e dello spirito dei partecipanti, che lo ha portato a sentire per la prima volta di “Essere”, un tutt’uno con il Fiume, con la persona che stava dipingendo e con tutte le altre creature attorno.
“We Are One, Noi Siamo Uno, e come parte dello splendido organismo di Madre Natura, l’artista è un tramite del sistema immunitario della Terra, colui che parla direttamente al profondo animo di ciascuno, senza preconcetti, senza barriere… nudi. Un ritornare a noi stessi, al nostro corpo che è parte integrante della natura, al nostro spirito che è connesso a ogni esistenza di questo universo, che è vita.”

La pittura del corpo è quindi un’arte che permette di connettere Niko in profondità, direttamente con l’essenza della persona che sto dipingendo. “Insieme ci si dimentica di questa società che ha perso di vista la sacralità della vita, abdicando le proprie scelte ad un Dio senza anima. Insieme ci si dimentica delle parole, e si riscopre un linguaggio non verbale che non ha bisogno di essere tradotto, universale.”

Una reminiscenza che conduce il soggetto a riscoprire e riconoscere nella propria coscienza gli archetipi dell’Amore. Il ridestarsi di un sapere già presente nell’anima, dove le forme degli alberi danzano con gli animali, dove le acque limpide scorrono tra i cristalli. E come nella scissione dell’atomo, l’energia che si libera si autoalimenta, provoca nuove reazioni d’amore per i colori, che il grigio della città aveva spento, inondando l’ambiente circostante di voglia di toccarsi, conoscersi, riscoprirsi come esseri e non più come maschere.

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